Tributario

Plusvalenza su vendita d'immobile: irrilevanza delle stime dell'UTE

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 12 novembre 2014, n. 24054: Reddito d'impresa - Accertamento della plusvalenza - Stime osservatorio Ute - Irrilevanza


Con la sentenza in epigrafe la Suprema Corte ha stabilito, in tema di accertamento delle imposte sui redditi, con riguardo ai redditi d'impresa, che per la determinazione della plusvalenza realizzata con la vendita di un immobile, ai sensi dell’art. 54 del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, in base all'inequivoco significato del termine "corrispettivo", occorre avere riguardo alla differenza fra il prezzo di cessione e quello di acquisto, e non al valore di mercato del bene, come per l'imposta di registro, essendo i principi relativi alla determinazione del valore di un bene che viene trasferito diversi a seconda dell'imposta da applicare.

Ne consegue, in presenza di contabilità formalmente regolare, che per procedere all’accertamento previsto dall’art. 39, comma primo, lettera d), del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 - consentito se le scritture risultino affette da incompletezze, inesattezze ed infedeltà tali da giustificare il motivato uso del potere in parola, le valutazioni effettuate dall'U.T.E. non possono rappresentare da sole elementi sufficienti per giustificare una rettifica in contrasto con le risultanze contabili, ma possono essere vagliate nel contesto della situazione contabile ed economica dell'impresa, e, ove concorrano con altre indicazioni documentali o presuntive gravi, precise e concordanti - quali, tra le altre, l'assoluta sproporzione tra corrispettivo dichiarato e valore dell'immobile - costituire elementi validi per la determinazione dei redditi da accertare.

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