Civile

Tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione di cani

Tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione di cani - ordinanza ministero della salute


Lo scorso 6 agosto il Ministero della Salute ha emanato un'ordinanza contingibile ed urgente per la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione di cani. Questa ha validità per 12 mesi dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e quindi a partire dal 06 settembre 2013.
Non sembra che l'ordinanza apporti delle novità considerevoli alla disciplina precedentemente vigente, anzi sembra piuttosto ricalcare quanto già stabilito da diverso tempo.

Proviamo, però, a ribadire concetti che dovrebbero essere già assimilati perché purtroppo troppo spesso si verificano episodi di aggressioni.
Il proprietario del cane è responsabile del benessere dell'animale e risponde, sia in sede civile che penale, di danni eventualmente causati da questo a cose o persone e chiunque accetti di detenere un cane non di sua proprietà per un certo periodo ne assume la relativa responsabilità.
Occorre utilizzare guinzaglio (misura non superiore a 1,5 mt) e museruola nelle aree pubbliche, escluse quelle riservate ai cani individuate dai comuni, ed affidare la conduzione dell'animale a persona in grado di gestirlo; inoltre bisogna avere sempre al seguito strumenti idonei a raccoglierne le deiezioni.

Quando si decide di prendere un cane occorre preventivamente informarsi sulle caratteristiche dell'animale ed, inoltre, già con il decreto ministeriale n° 19 del 26 novembre 2009 (pubblicato in GU il 25/01/2010-entrata in vigore), sono stati istituiti dei percorsi formativi della durata di dieci ore organizzati dai comuni a livello locale, al termine dei quali viene rilasciato ai partecipanti un attestato di partecipazione "patentino".
Questi corsi sono facoltativi ma i medici veterinari possono per la tutela dell'incolumità pubblica, segnalare ai servizi veterinari dell'azienda sanitaria locale la presenza, tra i propri assistiti, di cani che richiedono una valutazione comportamentale.

In seguito ad episodi di morsicatura anche i comuni possono, sempre in collaborazione col servizio veterinario, decidere quali proprietari di cani hanno l'obbligo di svolgere tali percorsi formativi in seguito alla valutazione delle condizioni psicofisiche dell'animale e della corretta gestione da parte del proprietario.
Continuano ad essere vietati l'addestramento, la selezione o l'incrocio volti ad esaltare l'aggressività degli animali. E' vietato altresì sottoporre l'animale a doping o ad interventi chirurgici non conformi alla Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia (Strasburgo 13/11/87, ratificata e resa esecutiva in Italia con L. 201 del 04/11/2010).
Interventi eventualmente realizzati in violazione dell'art. 10 della Convenzione sono considerati maltrattamento d'animali e puniti sulla base dell'art. 544-ter del c.p..
Non possono possedere o detenere cani i delinquenti abituali o per tendenza, chi è sottoposto a misure di prevenzione personale o a misure di sicurezza personale, chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per delitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due anni, chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva o decreto penale di condanna, per i reati di cui agli articoli 727, 544-ter, 544-quater, 544-quinques del codice penale, per quelli previsti dall'articolo 2 della legge 20 luglio 2004, n. 189, e dall'articolo 4 della legge 4 novembre 2010, n. 201, i minori d'età o gli inabili per infermità di mente.
La questione fondamentale da avere sempre presente se si vuole tenere con sé un animale è farlo in maniera responsabile e capire che in realtà quando il nostro amico a quattro zampe dà segni di aggressività spesso è per colpa nostra.
Se vogliamo che non accadano episodi di aggressioni o morsicatura nei confronti delle persone o di altri animali nel caso notassimo un indole aggressiva meglio rivolgersi ad esperti che possano aiutarci a gestire per il meglio il nostro animale da compagnia.

Dott.ssa Barbara Luzi

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