Atto di citazione - sinistro stradale - risarcimento danni - malfunzionamento impianto semaforico - responsabilità amministrazione comunale ex art. 2051 c.c.

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Tribunale di....
ATTO DI CITAZIONE

Il signor PRIMO , CF:_______________, nato a _________ il ______________, C.F. residente in via __________ n.__, in _______________, ed elettivamente domiciliato in __________________ presso lo studi dell’Avv. _____________ C.F.____________ che lo rappresenta e difende giusta delega in calce al presente atto;


PREMESSO CHE

1.in data _________, alle ore _____ circa, l’odierno attore si trovava in _________ a percorrere Via Batulia proveniente da Via _______ con direzione S.S. __________ alla guida della propria autovettura ________ tg. 11111;
2.giunto all’intersezione stradale con Via _____________, accortosi del mancato funzionamento dell’impianto semaforico ivi presente, si apprestava ad impegnare l’incrocio dopo aver appurato l’assenza di altri mezzi;
3.in detto frangente, veniva violentemente urtato sul lato anteriore sinistro dalla parte anteriore dell’autovettura _____________ tg. 22222 di proprietà e condotta dal sig. Secondo il quale proveniente dalla Strada ____________ percorreva Via Batulia con direzione S.S. _______;
4.la _________ tg. 22222 impegnava l’incrocio tra via Batulia e Via __________ in quanto l’impianto semaforico presente su via Batulia risultava funzionante e recava luce verde;
5. in seguito alla collisione, l’autovettura dell’attore subiva ingenti danni alla carrozzeria ed alla parte meccanica, tali da renderne antieconomica la riparazione (doc.1);
6. il sig. Primo, a causa del forte urto, perdeva conoscenza, riportava lesioni e veniva trasportato tramite ambulanza presso il Pronto Soccorso della Casa di Cura “__________”. Quivi veniva ricoverato sino al ________ (doc. 2);
7. da dette lesioni sono residuati esiti di carattere permanente, come indicato nella relazione del Prof. Dott. Flavio. In detto elaborato, nelle considerazioni conclusive, relative alla valutazione dei danni subiti dall’odierno attore, si evidenzia «il sig. Primo a seguito del sinistro della strada occorsogli il ______________ attualmente presenta: - Impianto di pace maker definitivo a seguito di bradicardia estrema dopo trauma toracico chiuso – Disturbo dell’Adattamento con Ansia e Umore Depresso misti, cronic. Il consuntivo medico legale può essere pertanto così espresso: inabilità totale: gg. 30; inabilità temporanea parziale: gg. 30; Postumi invalidanti permanenti, quale danno biologico, nella misura del 45% - Spese mediche sostenute e da sostenere come da allegata documentazione» (doc.3);
8.interveniva sul luogo del sinistro una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di _________; gli accertatori provvedevano a redigere “Rilevamento tecnico-descrittivo del sinistro” (doc.4);
9.la causa esclusiva del sinistro de quo va individuata al mancato funzionamento dell’impianto semaforico presente su Via ____________ in prossimità dell’intersezione stradale con via Batulia;
10.con racc. a/r del __________, l’odierno attore chiedeva al Comune di _________ l’integrale risarcimento di tutti i danni patiti a seguito del sinistro de quo, dichiarandosi disponibile a definire transattivamente la controversia (doc.5);
11. con racc. a/r del ________ il Comune di ______ indicava nella Alfa Ass.ni S.p.A. la propria Compagnia Assicuratrice cui rivolgere le relative istanze di risarcimento dei danni (doc.6);
12. con racc. a/r del _____________ il sig. Primo, formulava richiesta di risarcimento danni alla Alfa Ass.ni S.p.A. comunicando la propria disponibilità a sottoporsi a Visita medico legale presso un fiduciario della predetta compagnia nonché a far ispezionare la propria autovettura da un perito (doc.7);
13. la Alfa Ass.ni S.p.A. provvedeva a risarcire integralmente il danno al mezzo con assegno circolare n. ______________ dell’importo di € 1.900,00, inviato con raccomandata del _________ (doc.8);
14. con riferimento, invece, ai danni subiti dall’odierno attore a seguito delle lesioni derivanti dal sinistro in oggetto, il sig. Primo si sottoponeva in data _______ a visita medico legale presso lo studio del dott. Tiberio, fiduciario della Alfa Ass.ni S.p.A.;
15. malgrado quanto sin qui dedotto, nè il Comune di _____, nè la predetta Compagnia assicuratrice hanno provveduto, a tutt'oggi, a risarcire i danni causati al sig. Primo.

NATURA, ENTITA’ E QUANTIFICAZIONE DEL DANNO
Per quanto concerne la quantificazione del danno alla persona, l’elaborato peritale redatto dal medico legale Prof. Flavio, oltre a confermare il nesso di causalità tra l’evento e le lesioni subite, valuta come di seguito i danni fisici patiti dal sig. Primo : I.P. 45%; I.T.A. di gg. 30; I.T.P. al 50% di gg. 30.
Volendo, invece, qualificare le conseguenze del sinistro, riteniamo che dai traumi subiti sia derivato un danno biologico e morale.
Inoltre, sempre sul versante del danno non patrimoniale, occorre valutare quello che per mera sintesi descrittiva viene definito danno morale soggettivo, ossia quella tipologia di pregiudizio derivante dal transeunte turbamento dello stato d’animo della vittima, determinato dal fatto illecito di cui è causa. Riteniamo che, nel caso di specie, questo tipo di pregiudizio debba quantificarsi nella percentuale di 1/2, da calcolarsi sulla somma di quanto dovuto a titolo di invalidità permanente e di inabilità temporanea. Appare, infatti, del tutto evidente la non sovrapponibilità dei pregiudizi alla persona derivanti dalla lesione all’integrità psicofisica (c.d. danno biologico) rispetto ai pregiudizi consistenti nel turbamento dello stato d’animo della vittima che si caratterizzano in quelle sensazioni di dolore, abbattimento morale e disagio interiore. Alla luce di ciò si ritiene che in nessun modo si possa parlare di una duplicazione del risarcimento del medesimo danno.


Infatti, rispetto al danno derivante dalla riduzione dell’integrità psicofisica, con i risvolti concreti dei postumi invalidanti individuati sulla base dell’allegata relazione medico legale, ben altro pregiudizio è il turbamento causato da un evento violento e traumatico, lo sconvolgimento derivante dal ricovero ospedaliero, l’angoscia legata allo stato di precarietà che si associa ad ogni forma di malattia, il vedersi costretto a rimanere sdraiato, immobile per un lungo periodo.
Trattasi di un’intima sofferenza connessa alla menomazione psicofisica, ma da questa ben distinta.


Sul punto richiamiamo la recente sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni unite, del 11.11.2008, n. 26972 ove nella motivazione, al punto 2.10, si legge: «va conseguentemente affermato che, nell’ambito della categoria generale del danno non patrimoniale, la formula “Danno moralenon individua una autonoma sottocategoria di danno ma descrive tra i vari possibili pregiudizi non patrimoniali, un tipo di pregiudizio costituito dalla sofferenza soggettiva cagionata dal reato in sé considerata. Sofferenza la cui intensità e durata nel tempo non assumono rilevanza ai fini della esistenza del danno, ma solo della quantificazione del risarcimento».


Infine, sempre con riferimento al danno non patrimoniale, occorre prendere in esame il danno esistenziale patito dal sig. Primo. Preliminarmente, occorre precisare come danno esistenziale e danno morale siano due facce della stessa medaglia per una parte della sofferenza cagionata dalla lesione, cioè quella che attiene alla menomazione nella gestione della vita. Infatti, si definisce esistenziale il danno dato da una forzosa rinuncia allo svolgimento di attività non remunerative, fonte di compiacimento o di benessere per il danneggiato, perdita causata da una compromissione dell’integrità psicofisica. A differenza del danno biologico, tale voce di danno sussiste indipendentemente da una lesione fisica o psichica suscettibile di valutazione ed accertamento medico legale; rispetto al danno morale soggettivo, inteso come transeunte turbamento dello stato d’animo della vittima, non consiste in una sofferenza o in un dolore, ma nella rinuncia ad una attività concreta; diversamente dal danno patrimoniale, prescinde da una diminuzione della capacità reddituale.


Ordunque, il danno esistenziale ed il danno morale soggettivo secondo la più recente giurisprudenza non sono che due profili diversi dell’unico pregiudizio morale consistente nella lesione di interessi della persona suscettibili di valutazione patrimoniale.


Nel caso di specie, i gravissimi traumi riportati dall’attore vanno valutati altresì nelle loro proiezioni nell’ambito dei rapporti di parentela, di famiglia, di amicizia, di affetto, di amore, culturali e sociali del sig. Primo .
Di guisa che lo stato di peggioramento del modo di essere dell’odierno attore a causa delle lesioni descritte nella perizia medico legale di parte, determinato dalla descritta ingiusta turbativa del suo equilibrio psicofisico, non può che essere esaminato e valutato anche nell’ambito del c.d. danno esistenziale.
Infatti, appare del tutto evidente come lo stato di disturbo dell’adattamento con ansia ed umore depresso misti, cronico certificato dal Prof. Flavio, costituisca in re ipsa un fattore di gravità tale da minare alle basi il sereno svolgimento della vita di relazione in ogni suo aspetto.
Alla luce di ciò appare decisamente equa una valutazione del danno esistenziale tale da portare alla quantificazione globale del danno morale sino ad 2/3 del danno biologico.
Ciò premesso, considerando che il sig. Primo , nato il ________, all'epoca del sinistro verificatosi il 04.11.2006 aveva 73 anni, il credito a titolo di risarcimento dei danni subiti nel sinistro, si può così riassumere e quantificare:
I.P. 43% anni 73 =€154.000,00
I.T.A. gg.; 30 = € 1.230,00
I.T.R. 50% gg. 30 = € 615,00
Tot =€ 155.845,00


D.M. 2/3= €103.896,00


Tot. complessivo €259.741,00


Alle suddette somme deve, infine, essere aggiunto un importo da determinarsi equitativamente ex art. 2056 c.c., secondo il più recente orientamento giurisprudenziale (Cass. S.U. 17.02.1995 n. 1712), a titolo di risarcimento del danno da lucro cessante per il mancato godimento della somma liquidata a titolo di ristoro, somma che – ove posseduta ex tunc – sarebbe stata investita per ricavarne un lucro finanziario.


RITENUTO IN DIRITTO
Stante la suesposta dinamica del sinistro, appare inconfutabile la responsabilità esclusiva del Comune di _________, ente proprietario dell’impianto semaforico di cui alla premessa in fatto.
Occorre, in primo luogo, sottolineare come il consolidato indirizzo giurisprudenziale della Suprema Corte di Cassazione; abbia sul punto statuito: «Costituisce insidia o trabocchetto per gli utenti della strada, tale da rendere la p.a. – cui ne spetta la gestione e la manutenzione – responsabile dei fatti lesivi, quella costituita da segali erronei o contraddittori nel caso ponga gli utenti nella impossibilità di discernere tempestivamente il segnale valido, e di regolare, di conseguenza, la propria condotta di guida. Il funzionamento di un impianto semaforico può – pertanto – dare luogo a responsabilità dell’amministrazione tutte le volte che tale funzionamento sia difettoso per erroneità o contraddittorietà dei segnali, e così viene a realizzarsi una situazione di insidia nel caso in cui il semaforo segni verde per i veicoli provenienti da una direzione di marcia, e proietti luce intermittente o non proietti alcuna luce – perchè spenta – per i veicoli proveniente da altra direzione di marcia» (Corte di cassazione – Sezione III civile – Sentenza 7 ottobre 1998 n. 9915).
Ed ancora: «deve pertanto affermarsi la responsabilità dell’ente cui spetta la manutenzione e gestione della strada per la collisione fra i veicoli verificatasi ad un incrocio munito di semaforo ove ne risulti il difettoso funzionamento, nel senso sopra indicato, con la conseguenza di aver impedito al conducente del veicolo, nella cui direzione non era proiettato alcun segnale luminoso, di discernere nell’approssimarsi all’incrocio, il segnale semaforico verde esistente nella direzione di marcia percorsa dall’altro veicolo e di regolare la sua condotta di guida in conformità» (Corte di cassazione – Sezione III civile – Sentenza 28 gennaio 1991 n. 803).
Nel caso di specie appare del tutto pacifico il malfunzionamento dell’impianto semaforico posto all’intersezione stradale tra via _______ e Via Batulia; trattandosi, invero, di circostanza pacificamente riportata nel “rilevamento tecnico-descrittivo del sinistro stradale” redatto dai Carabinieri della stazione di __________. Infatti tanto nello schizzo planimetrico quanto nella descrizione della segnaletica interessante il campo del sinistro viene indicato come il semaforo sulla direzione di marcia del veicolo A fosse funzionante mentre quello nella direzione di marcia dell’odierno attore risultasse “non funzionante”.
Di guisa che nella fattispecie in questione vengono a concretizzarsi le condizioni del pericolo occulto, cioè la oggettiva non visibilità e la soggettiva non prevedibilità.;

Tanto premesso il sig. Primo , come in epigrafe rappresentato, difeso e domiciliato
CITA
Il Comune di __________, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente domiciliato per la carica presso la casa comunale di _______, Piazza _______________ n.1 (04011) ; a; comparire dinanzi al Tribunale di ________, nota sede di Piazzale __________ n.__ in ______, Sezione e Giudice designandi, all’udienza del________ ore di rito con invito a costituirsi in giudizio nel termine di venti giorni prima dell’udienza indicata ai sensi e nelle forme stabilite dall’art. 166 c.p.c, e con avvertimento che la costituzione oltre i suddetti termini implica le decadenze di cui agli artt. 38 e 167 c.p.c. e che in difetto di costituzione si procederà in loro contumacia ai sensi dell’art. 171 c.p.c per ivi sentir accogliere le seguenti

CONCLUSIONI

Voglia l’On.le Tribunale adito, contrariis reiectis, così provvedere:
accertare e dichiarare l’esclusiva responsabilità del Comune di ________ in ordine alla produzione del sinistro in premessa e, per l’effetto, condannarlo, in persona del Sindaco pro tempore al risarcimento di tutti i danni conseguenti alle lesioni subite dall’odierno attore per complessivi € 259.741,00 - comprensivi del; danno patrimoniale biologico, morale, esistenziale – ovvero nella somma diversa minore o maggiore ritenuta di giustizia, oltre rivalutazione monetaria ed interessi nella misura di legge sulla somma rivalutata. Con vittoria di spese, competenze ed onorari da distrarsi in favore dei procuratori antistatari.
In via istruttoria si chiede ammettersi:
CTU medico legale sulla persona del sig. Primo al fine di valutare natura ed entità delle lesioni subite in conseguenza del sinistro de quo.
Con riserva di meglio argomentare, dedurre e provare anche alla luce delle avverse difese, ai sensi e per gli effetti di cui all’ art. 183 c.p.c..
Si offrono in comunicazione in copia, i seguenti documenti: 1) -Carta di circolazione dell’autovettura tg. 11111; - Certificato di proprietà dell’autovettura tg. 11111;; - certificato di rottamazione dell’autovettura tg. 11111 datato _______; - estratto eurotax I anno ______; 2) documentazione medica – cartelle cliniche del sig. Primo ; 3) relazione medico legale del Prof. Flavio sulla persona del sig. Primo ; 4) “Rilevamento tecnico-descrittivo del sinistro” redatto dai Carabinieri della Stazione di _________; 5) racc. a/r del 26.03.2007 Avv. Carmelo ; - Comune di ______; 6) racc. a/r del 16.05.2007 Comune di Aprilia – Avv. ; 7) racc. a/r del ________ Avv. Carmelo – Alfa Ass.ni S.p.A.; 8) racc. a/r del 28.11.07 contenente assegno circolare n. _____________ dell’importo di € 1.900,00 nonché quant'altro indicato nell'indice di cui al fascicolo di parte.

Il sottoscritto procuratore, ai sensi dell´art. 14 del D.P.R. 30.05.2002 n. 115 e successive modifiche dichiara che il valore del presente procedimento ai fini del contributo unificato è pari a €._________,00.

Luogo e Data Avv.XXXX




Il sottoscritto PRIMO, nato a ____________ il __________, residente in ________, via ________n.______, C.F. ___________ informato ai sensi dell’art.4, comma 3, del d.lgs. n. 28/2010 della possibilità di ricorrere al procedimento di mediazione ivi previsto e dei benefici fiscali di cui agli artt. 17 e 20 del medesimo decreto, come da atto allegato, delego a rappresentarmi e difendermi, unitamente e disgiuntamente, in ogni stato e grado, anche esecutivo del presente procedimento, con ogni più ampio potere di legge - ivi compresa la facoltà di agire e resistere in riconvenzionale, di chiamare terzi in causa, di rinunciare ed accettare rinunce agli atti ed all’azione, di nominare sostituti, di transigere e conciliare, di incassare e quietanzare anche in relazione alle somme che saranno versate in sede esecutiva, di sottoscrivere qualsiasi atto giudiziale e stragiudiziale utile all'adempimento del mandato conferito - l’Avv. _____________ nel cui studio in _______, via _________, eleggo domicilio. Ai sensi e per gli effetti della L. 675/96, come sostituita dal T.U. 196/03, dichiaro di avere ricevuta apposita informativa e presto il consenso al trattamento dei dati, compresi quelli sensibili, direttamente o anche tramite terzi per ottemperare agli obblighi previsti dalla legge e al mandato conferito.



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