Le sentenze pubblicate nel sito DirittoItaliano.com durante la prima settimana di Dicembre

LAVORO E PREVIDENZA

Tribunale di Catania sez. lavoro - Sentenza 4434/2020 del 1.12.2020
La comunicazione preventiva di ipoteca può produrre i suoi effetti esclusivamente per i titoli esecutivi già formati e ivi specificamente richiamati, mentre non può produrre analoga efficacia con riferimento a titoli successivi ed eventuali, ivi solo genericamente – e ipoteticamente – richiamati.

Tribunale Catania - Sez. Lavoro - Sentenza n. 4283/2020 del 23.11.2020
La prescrizione dei contributi dovuti alla gestione separata decorre dal momento in cui scadono i termini per il relativo versamento, in quanto il fatto costitutivo dell'obbligazione contributiva è rappresentato dall'avvenuta produzione, da parte del lavoratore autonomo, di un determinato reddito.

Tribunale di Catania sez. Lavoro sentenza n. 4593/2020 del 09.12.2020
Ai fini del sorgere dell’obbligo di iscrizione e di contribuzione dell’amministratore (anche) alla gestione commercianti - deve sussistere la prova dell’abitualità e prevalenza della partecipazione personale al lavoro aziendale come richiesto dall’art. 1 comma 203 l.662/1996, prova che nel giudizio di opposizione al ruolo è posta a carico dell'INPS

TRIBUTARIO
CTR Emilia Romagna sez.13 Sentenza 1125/2020 del 22.10.2020
Il contribuente che ha visto annullato l'atto in fase di mediazione, qualora non ottenga una rifusione delle spese che ha sostenuto per la presentazione del reclamo ricorso, può legittimamente adire il Giudice ove non ritenga di rinunciarvi.

Corte di Cassazione 5 - Ordinanza 27411/2020 del 01.12.2020
Il trasferimento del bene dal settlor al trustee avviene a titolo gratuito e non determina effetti traslativi, poiché non ne comporta l'attribuzione definitiva allo stesso, che è tenuto solo ad amministrarlo ed a custodirlo, in regime di segregazione patrimoniale, in vista del suo ritrasferimento ai beneficiari del trust, sicché detto atto sarebbe soggetto a tassazione in misura fissa, sia per quanto attiene all'imposta di registro che alle imposte ipotecaria e catastale

Corte di Cassazione 5 - Ordinanza 26093/2020 del 17.11.2020
L'acquisizione da parte del contribuente di una copia dell'estratto di ruolo ha il valore di una mera informazione di un fatto verificatosi, e non può assurgere a prova della piena conoscenza dell'atto impositivo impugnabile, ai fini della decorrenza del termine per impugnare il ruolo potendo legittimare al più l'impugnazione, peraltro facoltativa, del solo estratto di ruolo.

Commissione Tributaria Provinciale Parma - Sez. 2 - Sentenza n. 141 del 19.06.2020
In tema d'imposta di successione, intervenuta la soppressione del sistema dell'aliquota progressiva in forza dell'art. 69 della I. n. 342 del2000, deve ritenersi implicitamente abrogato l'art.8, comma 4, de D.lgs. n. 346 del1990, che prevedeva il cumulo del donatum con il relictum al solo fine di determinare l'aliquota progressiva da applicare, attesa la sua incompatibilità con il regime impositivo caratterizzato dall'aliquota fissa sul valore non dell'asse, ma della quota di eredità o del legato

CASSAZIONE
Corte di Cassazione - Sez. Sezioni Unite - Sentenza n. 28709 del 16.12.2020
In tema di riscossione a mezzo ruolo di tributi il cui presupposto impositivo sia stato realizzato dalla società e la cui debenza risulti da un avviso di accertamento notificato alla società e da questa non impugnato, il socio può impugnare la cartella notificatagli eccependo (tra l'altro) la violazione del beneficio di preventiva escussione del patrimonio sociale. In tal caso, se si tratta di società semplice (o irregolare) incombe sul socio l'onere di provare che il creditore possa soddisfarsi in tutto o in parte sul patrimonio sociale; se si tratta, invece, di società in nome collettivo, in accomandita semplice o per azioni, è l'amministrazione creditrice a dover provare l'insufficienza totale o parziale del patrimonio sociale (a meno che non risulti aliunde dimostrata in modo certo L'insufficienza del patrimonio sociale per la realizzazione anche parziale del credito, come, ad esempio, in caso in cui la società sia cancellata). Ne consegue che, se l'amministrazione prova la totale incapienza patrimoniale, il ricorso andrà respinto; se, invece, il coobbligato beneficiato prova la sufficienza del patrimonio, il ricorso 'andrà accolto. Se la prova della capienza è parziale, il ricorso sarà accolto negli stessi limiti. Se nessuna prova si riesce a dare, l'applicazione della regola suppletiva posta dall'art. 2697 c.c. comporterà che il ricorso sarà accolto o respinto, a seconda che l'onere della prova gravi sul creditore, oppure sul coobbligato sussidiario.

Corte di Cassazione - Sez. 5 - Ordinanza n. 28401 del 14.12.2020
L'Agenzia delle entrate che esige dal liquidatore e socio di società di capitali il pagamento del credito vantato nei confronti della società, seppure accertato con sentenza passata in giudicato, deve quindi portare a conoscenza del contribuente, con apposito avviso di liquidazione, le ragioni per le quali egli è tenuto a versare l'imposta accertata in capo alla società.


CORTE COSTITUZIONALE
Corte costituzionale, nella sentenza n. 262 del 4.12.2020
L’Imu sugli immobili strumentali è «un costo fiscale inerente di cui non si può precludere, senza compromettere la coerenza del disegno impositivo, la deducibilità una volta che il legislatore abbia, nella propria discrezionalità, stabilito per il reddito d’impresa il criterio di tassazione al netto».

 

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